Quando una famiglia si trova a dover assumere una badante o una colf, la prima preoccupazione è spesso il costo. Quello che molti non sanno è che lo Stato, le Regioni e i Comuni mettono a disposizione una serie di strumenti che permettono di recuperare una parte significativa della spesa. Il problema è che queste agevolazioni sono sparse su più livelli — fiscale, previdenziale, regionale, locale — e capire a cosa si ha diritto non è sempre semplice.

VitAssistance, da oltre 30 anni al fianco delle famiglie nel Nord Italia, ha preparato questa guida per aiutarti a orientarti tra tutte le possibilità disponibili nel 2026.

399 €

Risparmio max dalla detrazione IRPEF 730 (19% su 2.100 €)

~542 €

Risparmio dalla deduzione contributi INPS (fino a 1.549 €)

552 €

Indennità di accompagnamento INPS mensile (2026)

600 €

Buono domiciliarità mensile (es. Regione Piemonte)

1. Detrazione 730: il 19% sulle spese di assistenza

Chi sostiene le spese per una badante che assiste una persona non autosufficiente può detrarre dall’IRPEF il 19% delle spese pagate, su un importo massimo di 2.100 euro l’anno. Il risparmio fiscale massimo è quindi di 399 euro.

Chi può accedere alla detrazione

La detrazione spetta a chi sostiene la spesa, anche se l’assistito non è fiscalmente a carico. Un figlio che paga la badante della madre, ad esempio, può comunque beneficiarne. È però necessario che:

  • l’assistito sia riconosciuto non autosufficiente da certificazione medica (non basta l’età avanzata)
  • il reddito complessivo di chi richiede la detrazione non superi 40.000 euro
  • la badante sia assunta con regolare contratto per assistenza personale domiciliare, anche tramite Agenzia
  • la spesa sia tracciabile e documentata (ricevute firmate dalla lavoratrice)
⚠ Attenzione
La non autosufficienza deve essere certificata da un medico: è considerata non autosufficiente la persona che non riesce a svolgere autonomamente almeno una delle attività fondamentali della vita quotidiana (vestirsi, lavarsi, alimentarsi, deambulare). Non basta la Legge 104, serve una dichiarazione specifica.

Come indicarla nel 730

La spesa va inserita nel Quadro E, righi E8–E10 con codice 15 (“Spese per addetti all’assistenza personale”). Il limite di 2.100 euro è complessivo, indipendentemente dal numero di badanti o assistiti. La scadenza per il modello 730/2026 è il 30 settembre 2026.

2. Deduzione contributi INPS: fino a 1.549,37 €

Accanto alla detrazione sullo stipendio, esiste una deduzione (diversa e cumulabile!) sui contributi previdenziali versati all’INPS per il lavoratore domestico. Si può dedurre dal reddito complessivo lordo — prima del calcolo delle tasse — la somma dei contributi versati, fino a un massimo di 1.549,37 euro l’anno.

Questa agevolazione vale per colf, badanti (anche per persone autosufficienti) e collaboratori domestici in genere, senza limite di reddito. Va indicata nel Rigo E23 del modello 730.

Il “doppio vantaggio” per chi ha una badante per non autosufficiente

Se la persona assistita è non autosufficiente e il reddito è sotto 40.000 €, si possono ottenere entrambe le agevolazioni: la detrazione del 19% sullo stipendio (max 399 €) e la deduzione sui contributi INPS (max ~542 €). Il risparmio fiscale complessivo può avvicinarsi ai 1.000 euro all’anno.

3. Indennità di accompagnamento INPS: 552,57 € al mese

L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica erogata dall’INPS alle persone con invalidità civile totale che non sono in grado di deambulare autonomamente o di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua.

Per il 2026 l’importo è stato aggiornato a 552,57 euro mensili (circa 6.630 euro l’anno), in seguito alla rivalutazione automatica dell’1,4%. Il vantaggio fondamentale è che questa prestazione:

  • viene erogata senza limiti di reddito
  • è cumulabile con la pensione e con altri redditi
  • è compatibile con la detrazione fiscale per spese badante
  • spetta per 12 mensilità, senza tredicesima
📋 Come fare domanda
La domanda si presenta telematicamente all’INPS, allegando la documentazione sanitaria. Prima è necessario il riconoscimento dell’invalidità civile al 100% da parte della commissione medica. Il processo può richiedere tempo: è consigliabile iniziare la procedura per tempo.

4. Bonus regionali: assegni di cura e buoni domiciliarità

Ogni Regione gestisce in autonomia contributi a sostegno della non autosufficienza. Le famiglie nelle aree servite da VitAssistance (Piemonte, Lombardia, Liguria, Valle d’Aosta, Veneto) possono accedere a misure specifiche del proprio territorio.

Piemonte — Buono Domiciliarità “Scelta Sociale”

La Regione Piemonte ha attivato il Buono Domiciliarità, un contributo mensile di 600 euro per 24 mesi (rinnovabili), destinato a persone anziane o disabili non autosufficienti residenti in Piemonte. Il buono è finanziato con fondi europei FSE+ 2021–2027 e viene assegnato tramite graduatoria sulla base del punteggio sociale e dell’ISEE sociosanitario. Al momento i nuovi sportelli per le domande sono temporaneamente chiusi: è opportuno monitorare il sito della Regione Piemonte per le riaperture.

Lombardia, Liguria e altre Regioni

Anche Lombardia e Liguria prevedono misure di sostegno domiciliare, assegni di cura e contributi per caregiver familiari, con importi e requisiti variabili. Gli assegni di cura regionali sono spesso legati all’ISEE e alla valutazione del bisogno assistenziale (scheda SVAMA/VMD).

Il bonus caregiver, destinato a chi assiste un familiare non autosufficiente senza essere un professionista, può includere contributi diretti, supporto psicologico e formazione, con importi che variano da Regione a Regione e da progetto a progetto.

💡 Consiglio VitAssistance
I bandi regionali aprono e chiudono periodicamente. Se stai cercando una badante o hai già attivato il servizio, contatta la tua sede VitAssistance: ti aggiorniamo sulle misure attive nella tua area e ti aiutiamo a verificare i requisiti.

5. Contributi comunali e servizi ASL per la domiciliarità

Al di là del livello regionale, anche i Comuni e le ASL/ATS del Nord Italia erogano contributi e servizi per il mantenimento a domicilio delle persone non autosufficienti.

Cosa offrono i Comuni

  • Contributi economici diretti per sostenere le spese di assistenza domiciliare
  • Voucher servizi per l’acquisto di ore di assistenza
  • Servizi di assistenza domiciliare a tariffa agevolata (SAD)
  • Pasti a domicilio, telesoccorso, trasporti sociali

Cosa offre la ASL / ATS

  • Assistenza Domiciliare Integrata (ADI): infermieri, fisioterapisti, medici a casa
  • Valutazione del bisogno assistenziale per accedere ai benefici regionali
  • Coordinamento con il medico di medicina generale

L’accesso a questi servizi parte spesso da una segnalazione al Comune di residenza o al Punto Unico di Accesso (PUA) della ASL. È importante avviare questo percorso per tempo, anche in parallelo con la ricerca della badante.


6. Riepilogo: tutte le agevolazioni a colpo d’occhio

AgevolazioneImporto / BeneficioRequisito redditoA chi si richiede
Detrazione IRPEF 19%Max 399 €/annoReddito < 40.000 €Modello 730 — Quadro E cod. 15
Deduzione contributi INPSMax ~542 €/annoNessun limiteModello 730 — Rigo E23
Indennità di accompagnamento552,57 €/meseNessun limiteINPS — domanda telematica
Buono Domiciliarità (Piemonte)600 €/mese × 24 mesiISEE sociosanitarioRegione Piemonte — sportello periodico
Assegni di cura regionaliVariabile per RegioneISEE + valutazione bisognoRegione / Comune / ASL
Bonus caregiverVariabile per RegioneCriteri Legge 104Regione / Comune
Contributi e SAD comunaliVoucher / contributi direttiISEE + valutazioneComune di residenza / PUA ASL

7. Come verificare i requisiti e fare domanda

Orientarsi tra tutti questi strumenti richiede tempo e attenzione, perché ogni agevolazione ha requisiti, tempistiche e procedure diverse. Ecco i passi pratici per non perdere nulla:

Verifica la non autosufficienza
Fai certificare la condizione di non autosufficienza dal medico di famiglia o da uno specialista. Questo documento è la chiave per accedere alla detrazione IRPEF e all’indennità di accompagnamento.
Presenta domanda INPS per l’invalidità civile
Avvia il percorso per il riconoscimento dell’invalidità civile tramite INPS (online o con il supporto di un patronato). Il processo ha i suoi tempi: prima si inizia, prima si ottengono i benefici.
Assumi la badante con contratto regolare, anche tramite Agenzia
Le detrazioni e le deduzioni fiscali spettano solo se la lavoratrice è assunta regolarmente. VitAssistance gestisce tutta la parte contrattuale e amministrativa, garantendo la correttezza del rapporto di lavoro.
Calcola il tuo ISEE socio-sanitario
Per accedere ai bonus regionali e ai servizi comunali è quasi sempre necessario l’ISEE sociosanitario. Puoi richiederlo al CAF o all’INPS.
Contatta il Comune e la ASL
Rivolgiti al Servizio Sociale del tuo Comune o al Punto Unico di Accesso (PUA) della ASL per una valutazione del bisogno e per conoscere le misure attive sul tuo territorio.
Conserva tutta la documentazione
Ricevute di pagamento, contratto di lavoro, certificato medico, buste paga: conservali con cura. Serviranno in fase di dichiarazione dei redditi e in caso di controlli.

Hai bisogno di orientarti tra le agevolazioni?

I consulenti VitAssistance ti aiuteranno a capire a cosa hai diritto e come attivare il servizio in modo corretto e vantaggioso.

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