Detrazioni, Bonus e Agevolazioni per l’Assistenza Domiciliare nel 2026
Le famiglie possono recuperare fino a quasi 1.000 euro all’anno tra detrazioni fiscali e deduzioni INPS. In più, esistono bonus regionali, comunali e prestazioni INPS che in pochi conoscono davvero. Ecco la guida completa aggiornata al 2026.
- 1. Detrazione 730: il 19% sulle spese di assistenza
- 2. Deduzione contributi INPS: fino a 1.549,37 €
- 3. Indennità di accompagnamento INPS: 552,57 € al mese
- 4. Bonus regionali: assegni di cura e buoni domiciliarità
- 5. Contributi comunali e servizi ASL per la domiciliarità
- 6. Riepilogo: tutte le agevolazioni a colpo d'occhio
- 7. Come verificare i requisiti e fare domanda
Quando una famiglia si trova a dover assumere una badante o una colf, la prima preoccupazione è spesso il costo. Quello che molti non sanno è che lo Stato, le Regioni e i Comuni mettono a disposizione una serie di strumenti che permettono di recuperare una parte significativa della spesa. Il problema è che queste agevolazioni sono sparse su più livelli — fiscale, previdenziale, regionale, locale — e capire a cosa si ha diritto non è sempre semplice.
VitAssistance, da oltre 30 anni al fianco delle famiglie nel Nord Italia, ha preparato questa guida per aiutarti a orientarti tra tutte le possibilità disponibili nel 2026.
1. Detrazione 730: il 19% sulle spese di assistenza
Chi sostiene le spese per una badante che assiste una persona non autosufficiente può detrarre dall’IRPEF il 19% delle spese pagate, su un importo massimo di 2.100 euro l’anno. Il risparmio fiscale massimo è quindi di 399 euro.
Chi può accedere alla detrazione
La detrazione spetta a chi sostiene la spesa, anche se l’assistito non è fiscalmente a carico. Un figlio che paga la badante della madre, ad esempio, può comunque beneficiarne. È però necessario che:
- l’assistito sia riconosciuto non autosufficiente da certificazione medica (non basta l’età avanzata)
- il reddito complessivo di chi richiede la detrazione non superi 40.000 euro
- la badante sia assunta con regolare contratto per assistenza personale domiciliare, anche tramite Agenzia
- la spesa sia tracciabile e documentata (ricevute firmate dalla lavoratrice)
⚠ Attenzione
Come indicarla nel 730
La spesa va inserita nel Quadro E, righi E8–E10 con codice 15 (“Spese per addetti all’assistenza personale”). Il limite di 2.100 euro è complessivo, indipendentemente dal numero di badanti o assistiti. La scadenza per il modello 730/2026 è il 30 settembre 2026.
2. Deduzione contributi INPS: fino a 1.549,37 €
Accanto alla detrazione sullo stipendio, esiste una deduzione (diversa e cumulabile!) sui contributi previdenziali versati all’INPS per il lavoratore domestico. Si può dedurre dal reddito complessivo lordo — prima del calcolo delle tasse — la somma dei contributi versati, fino a un massimo di 1.549,37 euro l’anno.
Questa agevolazione vale per colf, badanti (anche per persone autosufficienti) e collaboratori domestici in genere, senza limite di reddito. Va indicata nel Rigo E23 del modello 730.
Il “doppio vantaggio” per chi ha una badante per non autosufficiente
Se la persona assistita è non autosufficiente e il reddito è sotto 40.000 €, si possono ottenere entrambe le agevolazioni: la detrazione del 19% sullo stipendio (max 399 €) e la deduzione sui contributi INPS (max ~542 €). Il risparmio fiscale complessivo può avvicinarsi ai 1.000 euro all’anno.
3. Indennità di accompagnamento INPS: 552,57 € al mese
L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica erogata dall’INPS alle persone con invalidità civile totale che non sono in grado di deambulare autonomamente o di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua.
Per il 2026 l’importo è stato aggiornato a 552,57 euro mensili (circa 6.630 euro l’anno), in seguito alla rivalutazione automatica dell’1,4%. Il vantaggio fondamentale è che questa prestazione:
- viene erogata senza limiti di reddito
- è cumulabile con la pensione e con altri redditi
- è compatibile con la detrazione fiscale per spese badante
- spetta per 12 mensilità, senza tredicesima
📋 Come fare domanda
4. Bonus regionali: assegni di cura e buoni domiciliarità
Ogni Regione gestisce in autonomia contributi a sostegno della non autosufficienza. Le famiglie nelle aree servite da VitAssistance (Piemonte, Lombardia, Liguria, Valle d’Aosta, Veneto) possono accedere a misure specifiche del proprio territorio.
Piemonte — Buono Domiciliarità “Scelta Sociale”
La Regione Piemonte ha attivato il Buono Domiciliarità, un contributo mensile di 600 euro per 24 mesi (rinnovabili), destinato a persone anziane o disabili non autosufficienti residenti in Piemonte. Il buono è finanziato con fondi europei FSE+ 2021–2027 e viene assegnato tramite graduatoria sulla base del punteggio sociale e dell’ISEE sociosanitario. Al momento i nuovi sportelli per le domande sono temporaneamente chiusi: è opportuno monitorare il sito della Regione Piemonte per le riaperture.
Lombardia, Liguria e altre Regioni
Anche Lombardia e Liguria prevedono misure di sostegno domiciliare, assegni di cura e contributi per caregiver familiari, con importi e requisiti variabili. Gli assegni di cura regionali sono spesso legati all’ISEE e alla valutazione del bisogno assistenziale (scheda SVAMA/VMD).
Il bonus caregiver, destinato a chi assiste un familiare non autosufficiente senza essere un professionista, può includere contributi diretti, supporto psicologico e formazione, con importi che variano da Regione a Regione e da progetto a progetto.
💡 Consiglio VitAssistance
5. Contributi comunali e servizi ASL per la domiciliarità
Al di là del livello regionale, anche i Comuni e le ASL/ATS del Nord Italia erogano contributi e servizi per il mantenimento a domicilio delle persone non autosufficienti.
Cosa offrono i Comuni
- Contributi economici diretti per sostenere le spese di assistenza domiciliare
- Voucher servizi per l’acquisto di ore di assistenza
- Servizi di assistenza domiciliare a tariffa agevolata (SAD)
- Pasti a domicilio, telesoccorso, trasporti sociali
Cosa offre la ASL / ATS
- Assistenza Domiciliare Integrata (ADI): infermieri, fisioterapisti, medici a casa
- Valutazione del bisogno assistenziale per accedere ai benefici regionali
- Coordinamento con il medico di medicina generale
L’accesso a questi servizi parte spesso da una segnalazione al Comune di residenza o al Punto Unico di Accesso (PUA) della ASL. È importante avviare questo percorso per tempo, anche in parallelo con la ricerca della badante.
6. Riepilogo: tutte le agevolazioni a colpo d’occhio
| Agevolazione | Importo / Beneficio | Requisito reddito | A chi si richiede |
|---|---|---|---|
| Detrazione IRPEF 19% | Max 399 €/anno | Reddito < 40.000 € | Modello 730 — Quadro E cod. 15 |
| Deduzione contributi INPS | Max ~542 €/anno | Nessun limite | Modello 730 — Rigo E23 |
| Indennità di accompagnamento | 552,57 €/mese | Nessun limite | INPS — domanda telematica |
| Buono Domiciliarità (Piemonte) | 600 €/mese × 24 mesi | ISEE sociosanitario | Regione Piemonte — sportello periodico |
| Assegni di cura regionali | Variabile per Regione | ISEE + valutazione bisogno | Regione / Comune / ASL |
| Bonus caregiver | Variabile per Regione | Criteri Legge 104 | Regione / Comune |
| Contributi e SAD comunali | Voucher / contributi diretti | ISEE + valutazione | Comune di residenza / PUA ASL |
7. Come verificare i requisiti e fare domanda
Orientarsi tra tutti questi strumenti richiede tempo e attenzione, perché ogni agevolazione ha requisiti, tempistiche e procedure diverse. Ecco i passi pratici per non perdere nulla:

